IL POPOLO ITALIANO HA SCELTO IL KAOS.


In quest’occasione, non intendo esprimere riflessioni dirette all’analisi del voto, né tanto meno fare dietrologia in proposito al ”bizzarro rapporto che gli italiani hanno nei confronti della POLIS”    (La polis fu un modello di struttura tipicamente e solamente greca che prevedeva l'attiva partecipazione degli abitanti liberi alla vita politica. In contrapposizione alle altre città-stato antiche, la peculiarità della polis non era tanto la forma di governo democratica o oligarchica, ma l'isonomia: il fatto che tutti i cittadini liberi soggiacessero alle stesse norme di diritto).


Piuttosto mi sforzerò di spiegare, sperando di esserne all’altezza, cosa ci aspetta nei prossimi mesi. Considerato il quadro, è ormai chiaro: il parlamento più ingovernabile della storia repubblicana in coincidenza con la naturale scadenza del settennato del Capo dello Stato.


Miscela esplosiva: ingovernabilità, assenza di maggioranza al Senato e incognita delle bizzarre mosse del Movimento Cinque Stelle tenuto sotto scacco dal proprio "leader maximo Grillo", tutto aggravato dall’ingorgo istituzionale derivato dalla scadenza del mandato di Giorgio Napolitano.


Schematiziamo le scadenze che ci saranno a breve:


   a) dal 12 marzo i nuovi deputati potranno  registrarsi nelle rispettive camere d’elezione (effetto diretto di un lungo lavoro per arrivare alla proclamazione degli eletti attraverso la valutazione di percentuali, resti e problematiche legate alle candidature multiple e rinunce dei parlamentari eletti in più collegi);
 

   b) venerdì 15 marzo ci sarà la prima riunione delle nuove Camere;


   c) al massimo entro il 20 marzo, elezione del Presidente della Camera con un quorum pari ai due terzi dei deputati per le prime tre votazioni, quorum che si abbassa alla “semplice maggioranza” nel caso in cui si giunga al quarto scrutinio;


   d) al massimo entro il 20 marzo, elezione del Presidente del Senato entro il quarto scrutinio, con una maggioranza semplice nei primi due, nel terzo scrutinio con una maggioranza dei voti dei senatori presenti o nel quarto scrutinio, con un ballottaggio tra i due candidati più suffragati;


SINTETIZZANDO SIAMO ARRIVATI GIA’ AL 20 MARZO SOLO PER PROCLAMARE GLI ELETTI ED ELEGGERE LA SECONDA E TERZA CARICA DELLO STATO!


   e) entro il 15 aprile, a presidenti di Camera e Senato finalmente eletti, si potranno aprire le consultazioni per formare il nuovo Governo, incombenza che spetta al Capo dello Stato che dovrà incaricare a seguito, sentiti i partiti, il nuovo Primo Ministro entro il 15 aprile;


   f) il 15 aprile iniziano le procedure per eleggere il nuovo Capo dello Stato che dovrà essere proclamato entro il 15 maggio.



ATTENZIONE IL FATTO E’ DI UNA GRAVITA’  E PREOCCUPAZIONE INAUDITA: IL CAPO DELLO STATO CHE E’ A FINE MANDATO, NON PUO’ SCIOGLIERE LE CAMERE NEGLI ULTIMI SEI MESI DEL SUO STESSO MANDATO, QUINDI IL PARLAMENTO USCITO DA QUESTE VOTAZIONI DOVRA’ PER FORZA ELEGGERE IN NUOVO CAPO DELLO STATO!
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